Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Capo Passero, Marzamemi, Noto


Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Capo Passero, Marzamemi, Noto



Mi sveglio torva, dopo una notte passata ad arrovellarmi sul modo in cui potrò giustificare a me stessa di aver speso una cifra folle, ieri sera, da Ciccio Sultano. A scanso di equivoci, lui non c'entra e non c'entra neppure la splendida cena che ci è stata servita, da personale gentile, competente e pure simpatico. C'entrano, invece, i miei sensi di colpa, nei confronti di chi ha appena perso tutto in Abruzzo e dei sempre di più che hanno sempre di meno, uniti al solito fondo di perplessità che ogni volta mi prende quando sbircio al di là della ricevuta dei ristoranti: perché, per quanto sia la prima a concedere il diritto di cittadinanza a forme d'arte che si esprimono solo al momento in cui vengono consumate e ad essere fermamente convinta che la cucina sia la prima fra queste, resto ancora dalla parte di chi preferisce investire in qualcosa che resti sul serio- e non solo sotto forma di ricordo, per quanto sublime, nella memoria....




Decido di espiare con un bel digiuno, visto che è anche Venerdì Santo- e devo dire che faccio la mia "parca" figura: resisto benissimo alle tentazioni delle marmellatine sotto vuoto e del pane di plastica della colazione matuttina e resto impassibile agli inviti di mia figlia che recupera dal fondo del bagagliaio dei resti di sfincione di due giorni prima e cerca a forza di infilarmelo in bocca. Quando poi passo indenne davanti alla vetrina di una pasticceria chiusa , mi reputo temprata a sufficienza per poter affrontare la Madre di tutte le Prove....





Gli effluvi del cioccolato mi colgono già nel vicolo dove si affaccia la bottega ma io, sentendomi un po' come Ulisse con le Sirene ( cambiate le orecchie con le narici e il gioco è bello che fatto) decido di osare fino in fondo e varco la soglia: e mi si para davanti questo spettacolo qua...



....Un profluvio di vaschette con piccole gemme di cioccolato, declinato in tutte le percentuali e gli abbinamenti ( cannella, cardamomo, vaniglia, mandorla, noce oscata, limone, arancio- e mi fermo perché ho pietà di voi, ma potrei andare avnti per ore) e, quel che è peggio, messo in bella mostra per l'assaggio.
Ora, è evidente che, data la mia proverbiale continenza, non avrei avuto alcuna remora a dire stoicamente di no. Anzi, è ben noto che più le prove sono ardue, più la mia abnegazione si innalza, tanto che sono certa che, se fossimo vissuti in altra epoca, io sarei citata fra gli exempla moralia, sub voce temperantia.
Però, vedete, la questione era assai più complicata di quanto sembri, perché, accanto al bancone con le vaschette, c'era una signorina che mi invitava alla degustazione, magnificando a tal punto le dolcezze del luogo e mostrando di tenerci così tanto a che io ne partecipassi, che le avrei inferto un colpo troppo duro, se avessi scelto la strada egoistica della santità personale. E così, ho messo da parte le altre virtù, per lasciar spazio a quella dell'umiltà: e umilmente, mi sono lasciata guidare verso una degustazione per tappe, dalle percentuali agli aromi, senza tralasciare nulla ed anzi, talvolta ripetendo l'assaggio, per esser sicura di aver fissato bene il gusto. E sono stata così stoica che non ho risposto neppure alle osservazioni della creatura, al solito incapace di cogliere l'essenza della virtus materna, che sghignazzava con mio marito, paragonandomi ai nostri fratelli suini.



Pur non essendo una metropoli, Modica è divisa in due - Modica alta e Modica bassa- un po' come Bergamo, per intenderci, ma espresso in un dialetto più comprensibile- collegate da un sistema di comode scale. Quando chiedo informazioni al tabaccaio del corso e gli spiego che vorremmo girare in macchina, quello mi guarda stranito e mi dice che qui si va tutti a piedi, dandomi le dritte necessarie per arrampicarci fino alla meta. E così, fra una ramata d'acqua e l'altra, arriviamo fino in cima, passando prima per la casa che fu di Salvatore Quasimodo, preceduta da una serie di targhe con su scritti alcuni versi delle sue poesie. io mi ispiro e le recito tutte, mentre arranchiamo su per la salita, complimentandomi a voce alta per la memoria intatta, dopo tanti anni, che dà il meglio di sè con " ed è subito sera": anzi, sono così esaltata che recupero pure la barzelletta che andava di moda quando ero alle medie, quando tutti chiedevamo a bruciapelo quale fosse la poesia preferita dai tossici e rispondevamo di corsa " ed è subito pera".
La ripeto al marito e alla creatura, e la trovo ancora così divertente- ah, l'intramontabilità dei classici...!!!- che smetto di colpo di ridere solo quando mi accorgo dell'aria fra il compassionevole e il preoccupato che si è dipinta sui loro volti.



Anche il duomo di Modica è dedicato a San Giorgio, come quello di Ragusa, e al pari del suo omologo è in stile barocco, sopraelevato rispetto alla piazza e con una facciata molto più ricca ed imponente di quanto sia il suo interno. La cosa non deve stupire più di tanto, se si pensa che tutta questa zona fu praticamente rasa al suolo da un terremoto, a metà del XVII secolo e si dovette procedere ad una ricostruzione istantanea, senza che ci fosse il tempo per una pianificazione delle spese. E' possibile che, per i Controriformisti, questa catastrofe fosse un segno del cielo a loro favorevole, poiché di fatto essi eressero un monumento alla Chiesa del Seicento, ansiosa di mostrare a tutti il proprio potere.E siccome il budget era quel che era, si aguzzarono gli ingegni e si fece ricorso ad una serie di soluzioni tecniche di assoluto impatto scenografico, a cominciare dalla sopraelevazione dell'edificio rispetto agli altri che permetteva di cogliere i classici due piccioni con una fava: mostrare al popolo quanto fosse grande il Cattolicesimo e nascondere quanto fossero sproporzionate queste costruzioni rispetto alle piccole piazze dove sorgevano. Restano, comunque, testimonianze di una suggestione straordinaria


Sulla via del ritorno, mi fermo in adorazione di questa immaginina qua



che preannuncia l'ingresso ad un negozio di specialità tipiche, fra cui spicca un banco dei formaggi da far paura: mi viene in mente che, ai tempi del catechismo, un sacerdote intelligente aveva suggerito a noi adolescenti in crescita di sosstituire il digiuno quaresimale con pane e formaggio e, manco a dirlo, sono già dentro, ben decisa a mettere in pratica il precetto. Neanche a farlo apposta, il venditore è un cultore del Ragusano e tempo due minuti sono già stesa da una verticale di pecorini che - c'aveva ragione il don- mi fa sentire quasi in paradiso. Anzi, già che ci siamo, mettiamoci su anche due fettine di salame e una di prosciutto e, perché no?- anche un po' di mortazza, che magari con la gastronomia locale c'entra un po' poco, ma vi pare il momento di andar tanto per il sottile????



Scicli è la grande sorpresa della giornata. La strada per arrivarci, da Modica, è tutt'altro che bella, ma all'arrivo restiamo a bocca aperta: un misto di barocco e di liberty, declinati in tutte le forme dell'eleganza, della misura, del garbo e della pulizia. Passeggiare per le vie di Scicli è come fare un salto all'indietro, in un'epoca in cui l'uomo è tornato ad essere misura di tutte le cose- della qualità della vita, del tempo, del rispetto delle tradizioni, dell'amore per la propria città. Ci smarriamo nelle viuzze laterali della bianca via centrale, ci infiliamo negli androni dei palazzi, nelle porte socchiuse delle chiese, saliamo fin quasi alla rocca e scendiamo sentendoci in armonia con il paesaggio e con il mondo.





In fondo, però, ci aspetta una brutta storia




La tragedia aveva occupato le prime pagine dei giornali, qualche tempo fa, aggravata dal ripetersi dell'aggressione- questa volta, conclusasi in modo meno drammatico- di una turista tedesca. Mentre commento con mia figlia il contenuto del volantino, vengo fermata da un signore che, gentilmente, fornisce un'altra versione dei fatti, a suo dire ben diversa da come sono stati diffusi dai media. Ve la riporto qui, per dovere di cronaca ed anche per simpatia per questo paese, che non merita davvero di essere trascurato nelle rotte dei viaggiatori, come invece sta accadendo in seguito a tale evento.

La presenza di cani randagi nella zona della marina di Scicli era stata da tempo segnalata alle autorità compententi, con tanto di individuazione del responsabile., un tizio che viveva in un cascinale fatiscente lì nei pressi. I veterinari della Asl, però, non avevano segnalato alcuna anomalia, dopo la loro ispezione e, fra lo stupore della popolazione, le cose erano rimaste come stavano, con questo tizio che continuava a maltrattare i suoi cani e con i cani che, sempre più denutriti e affamati, andavano in giro per la sterpaglia a cercar cibo. L'aggressione alla piccola vittima è avvenuta in una di queste scorribande, in una zona da cui tutti si tenevano prudentemente lontani e dove invece il piccino si era avventurato, per giunta da solo. Una volta verificatasi la tragedia, erano intervenute le forze dell'ordine e,secondo un copione che si ripete troppe volte per poter essere ancora tollerato, avevano scoperto una realtà allucinante, con i cani esposti ad ogni tipo di maltrattamento e di angheria. Erano quindi scattate le manette per il tizio ma, anziché metterlo agli arresti domiciliari, quel tanto che sarebbe bastato per radunare le altre bestie disperse, era stata scelta subito la detenzione in carcere: di conseguenza, gli animali, tornati al loro solito posto, non avevano trovato nessuno e si erano nuovamente dispersi per i campi, finendo con l'aggredire una turista tedesca che faceva footing sulla spiaggia. Fortuna ha voluto che in quel momento il sindaco di Scicli fosse andato ad ispezionare la zona e fosse quindi sul posto, pronto ad intervenire e ad arginare i danni, che si sono limitati ad un enorme spavento e a qualche lieve ferita ( anche del sindaco). Le polemiche successive, però, hanno ingigantito ulteriormente la portata di un fatto già di per sè tragico ma non endemico, infliggendo un colpo mortale all'economia turistica del paese che è praticamente in ginocchio, con decine di stabilimenti balneari chiusi, senza nessuna speranza di miglioramento, in tempi brevi.



Ora, io non so come siano andate sul serio le cose, anche se il nostro interlocutore era sicuramente una persona ben informata ( nell'accomiatarsi, ci ha detto di far parte del consiglio comunale) e anche se, in tutta onestà, riconosco il marchio italico del pressapochismo, della negligenza, dell'incapacità strutturale a prevenire, a cui fa da pendent la successiva ondata di emozioni, recriminazioni e polemiche. Quello che però mi sento di dire è che Scicli è un vero gioiello del barocco siciliano, dove regna la tranquillità e la calma e che pertanto sarebbe un vero peccato tralasciare dai propri circuiti turistici. Per esempio, in quale altra parte del mondo potete infilarvi dentro un portale maestoso di una altrettanto maestosa facciata barocca e trovarvi in un interno più simile ad una vezzosa sala da concerto che non ad una chiesa???



Siccome abbiamo il formaggio, ma non il pane decido di infilarmi nell'unico forno ancora aperto (son quasi le due) per recuperare qualche briciola. Ne esco dopo mezz'ora, carica di cassatine al forno, dolce tipico quaresimale- " non può no assaggiarlo, signo', anzi , guardi, uno ce lo regalo io.."- una diversa versione dell'episodio del randagismo - uno dei clienti è un membro dell'opposizione- e tre inviti in prima fila per la processione della domenica di Pasqua. Mio marito fa dello spirito e mi chiede a quando mi daranno la cittadinanza onoraria, ma ben decisa a proseguire nel mio percorso di mortificazione della carne e dei sensi, rinunci o alla tentazione di una qulasiasi risposta e tiro dritta.
Prossima tappa: Capo Passero
Alessandra



Condividi post

Repost 0
Commenta il post

alessandra 05/14/2009 12:37

Io giro prevalentemente in macchina e tantissimo a piedi, per cui tendo a vedere un sacco di cose. In più, ho il marito ingegnere, per cui, se a me sta bene guardare solo le cose che mi interessano ( che sono comunque tante), con lui bisogna avere un approccio scientifico anche alla vacanza e non tralasciare niente ( due....che non vi dico...)
comunque, scicli è una meraviglia e davvero, se vi capita di tornare o di andare in sicilia, fate in modo di non perdervela per nessunissimo motivo.
ciao
ale

Anonymous 05/13/2009 16:23

Leggendo i tuoi racconti vedo tutto quello che, per questioni logistiche, abbiamo dovuto tralasciare durante i nostri due viaggi in bicicletta!
Grazie!

Anonymous 05/13/2009 16:21

Leggendo i tuoi racconti vedo tutto quello che, per questioni logistiche, abbiamo dovuto tralasciare durante i nostri due viaggi in bicicletta!
Grazie!

Tania 05/13/2009 15:01

La Sicilia è una regione meravigliosa, ci sono stat un po' di tempo fa, ma non ho visitati i posti di cui, grazie a te, ho piacere di vedere le foto, bellissime!
P.S. complimenti per "l'orto", squisite le bavaresi ma in particolar modo complimenti per il cappuccino di piselli, originale!

diana 05/13/2009 12:46

Mi sa che Scicli sara' nel nostro prossimo viaggio in Sicilia, non so quando ma c'è, grazie Alessandra per il viaggio che ci fai fare, anche virtualmente o per finta, mi sembra proprio di guardare cio' che tu guardi.........alla prossima tappa.