Voglia di cucinare, saltami addosso- I Crumiri di Masone

crumiri masone

Tutte, le sto tentando, proprio tutte. Sono anche arrivata ai punti di scegliere la ricetta col nome più stakanovista che sia riuscita a trovare in tutto l'archivio, ma niente: la voglia di cucinare, proprio, non c'è.

E neppure c'è la voglia di fare la spesa, per quanto mi stia sottoponendo a training autogeni, con pile di libri di cucina da una parte e saudade da Mercato Orientale dall'altro: il frigo piange, e non è che la dispensa se la passi granchè meglio, ma tant'è: quasi due mesi di astinenza da fornelli, ed ecco quali sono i risultati- una signora di mezza età che semina involucri di barrette di cereali, mangiate a multipli di tre davanti alle mutazioni genetiche dell'ispettore Barnaby, nelle diverse serie che trasmettono alternativamente i sonnacchiosi palinsesti di questo Settembre che non ne vuole ancora sapere di imporsi come mese del rientro, del recupero e della ripresa.
Ergo, la situazione è critica, per i familiari e per il blog, che necessitano tutti di nutrimento. Ma finchè la creatura è a Bormio e il marito si rimpingua dalla mamma, riesco ancora a grattare in fondo al barile di MT, dove brulica un sottobosco di ricette del tempo che fu, che aspettano giusto occasioni come questa per essere riesumate. E i biscotti di oggi sono un valido esempio.

Collage di Masone


Prendiamola alla lontana: dicesi Krumiro, con la K, un biscotto nato in quel di Casale Monferrato dalla fantasia di Domenico Rossi, resa ancora più acuta dalle bevute con gli amici, nel periodo immediatamente successivo all'Unità d'Italia, negli anni in cui i bar si chiamavano Caffè della Concordia ed il Mazzini che dava il nome alle piazze era un ricordo ancora vivido nelle chiacchiere ai tavolini, dietro i separè. Si faceva tardi, la sera, bevendo il liquore Krumiro, che andava giù come l'acqua ma che, a differenza dell'acqua, lasciava in bocca un retrogusto amaro, dal vago sentore di tabacco masticato, pesante e fastidioso. Fu proprio per scacciare questo sapore che una sera del 1870, Domenico Rossi escogitò un rimedio destinato a cambiare per sempre il corso della sua storia, inventando un biscotto a base di farina di mais a cui diede lo stesso nome del liquore che lo aveva ispirato. Il successo fu immediato e di lì a poco spuntò fuori il solito furbetto copione, a conferma di come certi costumi non abbiano nè confini nè età. Ma Domenico Rossi era un osso duro e non si diede per vinto: riuscì a veder riconosciuta la paternità dei suoi biscotti, che ebbero anche il privilegio di un atto di nascita: il 1878, lo stesso anno in cui moriva il Re Vittorio Emanuele II, ai cui baffi la forma ricurva dei Krumiri rende omaggio.

P.S. (Pettegolezzo Storico, Manuale di Nonna Papera docet): la versione di cui sopra è quella tradizionale, santificata anche sul sito dei Krumiri del signor Rossi. Ma siccome intorno a MT gravitano menti acute, abbiamo anche recuperato il probabile retroscena, non codificato ma assai più credibile della storia ufficiale. Lascio la parola a Maria Teresa, lettrice della prima ora e sostenitrice fedele di tutte le scempiaggini che scrivo qui sopra: " quanto alla forma un po' particolare, mi risultava una origine molto meno credibile : il sig Rossi avrebbe richiesto un grande lavoro di produzione ai suoi operai, in cambio di un modestissimo incremento nella paga. Risultato? per protesta, gli operai ( forse donne, data l ironico intervento..) iniziarono a produrre biscotti a forma di accento circonflesso... storti, in poche parole.... Ma erano così buoni che la loro fama ingigantì, nonostante la forma"

Collage di crumiri


I Crumiri di cui vi parlo oggi, invece, sono un po' diversi dagli originali: i primi ad esserne stati consapevoli furono proprio i loro creatori, i Masonesi della Valle Stura, che vollero segnare un confine anche linguistico, sostituendo l'esotica k con la più familiare C. Diversi sono poi gli ingredienti- con l'aggiunta di farina di mais, di latte e di scorza di limone- diversi i tempi di lievitazione e di riposo e diversa, infine, la segretezza della ricetta: quella dei Krumiri di Casale non è ancora stata violata, mentre quella dei Crumiri di Masone gira liberamente, di casa in casa e fra le due pasticcerie del paese che fiancheggiano la via principale, l'una di fronte all'altra, e dividono gli abitanti, incerti su quale delle due li faccia più buoni. Ovviamente, l'unica è sacrificarsi ad una prova su campo: ma se volete preparare il palato, tanto per ingannare l'attesa, potete cimentarvi con questa ricetta. Che non sarà la più originale di tutte, ma quanto a risultato finale non è seconda a nessuno

CRUMIRI ALLA POLENTA DI MASONE 
da Valeria Melucci, I Dolci della Liguria

crumiri di masone



Ingredienti
350 g di farina di mais macinata finissima
350 g di burro
150 g di farina di frumento
150 g di zucchero
150 ml di latte
1 limone non trattato

Setacciate la farina di mais con quella di frumento per amalgamarle, quindi disponetele a fontana sul piano di lavoro. Grattugiate la scorza del limone, avendo cura di evitare la parte bianca e amara e unitela alle fettine farine. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Unite alle farine lo zucchero, il burro ammorbidito e il latte e lavorate energicamente il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo ed eventualmente aggiungendo ancora un po' di latte, se dovesse risultare troppo asciutto. Ricoprite con un canovaccio pulito e lasciate riposare per un paio d'ore. trascorso questo tempo, imburrate la placca o rivestitela con un foglio di carta da forno, quindi trasferite l'impasto in una siringa da pasticcere con il beccuccio a stella e formate sulla placca tanti bei bastoncini ben distanziati fra loro. (nota mia: incurvateli leggermente al centro, in modo che prendano la tradizionale forma a mezzaluna). Infornate a 200 gradi e lasciate cuocere per almeno 20 minuti. conservateli in una scatola di latta, per mantenerli friabili. 

Sono propriamente biscotti da meditazione, quindi perfetti per un dopocena, come accompagnamento ad un vino liquoroso. La versione "da colazione", presente solo nel Cuneense, li vuole di dimensioni più grosse, ma qui a Masone non van tanto per il sottile: la fora è la stessa, indipendentemente dall'uso. Vorrà dire che, mal che vada, ne mangeremo qualcuno di più...:-)

ciao 
ale

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alessandra (raravis) 09/08/2011 13:49

Rido-rido-rido7 e temo un'altra incavolatura dei Masonesi, dopo quella-storica e finita pure in Tv- contro Baricco, reo di aver detto, facendo l'inviato al Giro d'Italia, che a Masone piove sempre.
sia chiaro: non potendo andare a Londra, a me va bene. Almeno fino a quando non abbasso lo sguardo dalla pioggia che scende a quello che mi sta attorno ;-)
però, questi crumiri meritano il viaggio!
ciaooooo
ale

Vitto da Marte 09/08/2011 12:33

Crumiri con la "C" ...questa mi mancava!
..e Masone assume una nuova luce ora (e ne ha bisogno!!!!).
non so perchè ma è diventata urgentissima una gita a Masone .....e gli assaggi sono indispensabili perchè poi che altro ci fai lì? :-))))
..ho giusto della farina di mais fina fina che non sapevo come usare.......
..ma guarda te che scuse si trovano!

Grazie Ale, baci

alessandra (raravis) 09/08/2011 11:31

Loredana, tre barrette fanno sei crumiri :-) vedi tu cosa conviene...

Assunta, NON OSO pensare a cosa verrà fuori dalle tue mani, la volta che ti verrà voglia di biscottare...

Gaia, questi, secondo me, li puoi adattare bene anche nella versione senza glutine, meglio ancora dei Krumiri di Casale, che sono solo a base di farina di grano. sulla voglia di accendere il forno, ce la giochiamo, mi sa...

Diana & Sandra: ma da dove scrivete???? siete rientrate o state ancora a folleggiare per boulevard? ps io mi sono allenata per il prossimo fine settimana: palestra prescelta, latteria di Bormio, con pesi di forme di erborinati vari...:-)

emmetì, inserita- E ora, montati pure la testa! :-)

Patty, io son di gennaio- 27- aquario con la q di segno zodiacale (e so anche l'ascendente, leone), 1966 l'anno di nascita- e qui casca l'asino, perchè tu sei più giovane...prima lettura, Pippo alle Olimpiadi, mi pare...:-)

ciao!!!
ale

Patty 09/08/2011 11:00

Cara Ale,
la tua ipotesi di separazione alla nascita è intrigante come la trama di un feuilleton. Credo per altro che ci siano altri elementi che ci accomunano tipo mese e anno di nascita e letture originarie (Topolino in primis, eheheeh). Un bacione, Pat

emmetì 09/08/2011 08:03

pensione per INVALIDITA' DEL NEURONE???? Nooooooooo, sei troppo avanti.... e io che mi credevo la degna nipotina di Campanile... e di Giovannino... ok, hai vinto : scendo dal trono, cedo lo scettro e vado a inoltrare la richiesta di pensione per neurone esausto! ps:(Una citazione nel Blog per antonomasia?? Ma certo! e occhio : sono facile a montarmi la testa...)

sandra 09/07/2011 17:13

Questi sono sicuramente uno spettacolo!!!Da fare assolutamente!!!!Pioggia o non pioggia in Riviera!!!:-)))

Anonymous 09/07/2011 16:43

Crumiri di Masone??e quale nome piu' appropriato, perchè per stare a Masone bisogna assolutamente esserlo..........(ha scritto bene Fabiana) pero' come vegetazione è il non plus ultra!!!guarda come viene bene tutto!!! La forma dei biscotti ricordano la strada, poi che il Signor Rossi fosse un po' bevuto, ci sta (sempre per lo stesso discorso e vale anche per Casale, dove d'estate ci sono le zanzare con il trapano e d'inverno......beh!stendiamo un velo pietoso di nebbia......)comunque questi biscotti son da fare, con l'autunno che avanza, qualche sera di pioggia arrivera' anche qui in Riviera e allora!!!Grazie Ale!
diana

Anna Luisa e Fabio 09/07/2011 16:37

Ed io che pensavo che l'uso della k al posto della c fosse una cosa dei giovani d'oggi...
Ma non bastava non bere quel liquore "pesante e fastidioso"?
Va bene, lo perdoniamo solo perchè ha inventato un dolce (che noi proveremo mooolto presto, giusto?)
Fabio

La Gaia Celiaca 09/07/2011 15:33

mi avete fatto morire, tu e la co-tenutaria del blog con le vicende storiche.
ma dato che sono alla ricerca di biscotti alla farina di mais, per smaltire una scorta che sta per andare in pensione (almeno lei che può) li terrò presenti nei prossimi giorni, perché mi ispirano parecchio... anche se la voglia di accendere il forno è zero!

Assunta 09/07/2011 15:14

E meno male che non hai voglia di cucinare!! ;-)
Splendidi, da tenere a mente per quando avrò voglia di biscottare! ;-)
Bacione

Loredana 09/07/2011 15:03

...essù, tiriamoci su!
vedrai che il fresco rivitalizzerà il neurone ...intanto le barrette tre alla volta sono un'idea, mentre la ricetta dei krumiri è una certezza...copio, copio!!
ciao loredana

alessandra (raravis) 09/07/2011 13:33

Maria Teresa, rido pure io. anche se ci sarebbe da piangere... anche se forse, una pensione per invalidità del neurone, dico forse, magari me la darebbero :-)
ma si può essere già così fusi, al primo post dopo la ripresa??? :-)))

Per quanto riguarda l'origine, questa non la conoscevo ma, chissà perchè, ci credo un po' di più. La storia del pasticcere che inventa i biscotti da sbronzo, infatti, mi sa tanto di ricostruzione a posteriori... anche perchè fa a pugni con un sacco di indizi, tipo il lungo riposo dell'impasto. E poi mi spieghi come avrebbe fatto, da sobrio, a ricordarsi gli ingredienti??? Mi sa che hai ragione tu... ti spiace se la aggiungo al post? così è più completo...


Maria Chiara, diciamo che è un sito mooooolto ben fatto ;-) ma chiediti il perchè di quella vegetazione così rigogliosa... in Liguria.... oppure leggi il commento di Fabiana :-))))

Manuela e Silvia, sono davvero ottimi, anche appena usciti dal forno

Monica, il tuo prossimo biscotto al giorno potrebbe essere uno di questi! Seriamente, sono poco noti, perchè schiacciati dalla fama dei loro vicini: ma sono davvero deliziosi e meritano di essere provati, almeno una volta.

Lerocherhotel: speriamo! per ora, continuo ad annotare idee su idee, in attesa che si apra il passaggio dalla testa alle braccia.... ma grazie per l'ottimismo!

Benedetta, mi hai fatto venire un'idea: i prossimi crumiri, me li mangio per tutte le tre ore di barnaby: dici che riuscirò a togliermi la voglia???

Mapi, oppure venendo a Masone. Che così ho la scusa della degustazione comparata con doppio palato, che non sia mai che mi sia persa qualche sfumatura che, da sola, non riuscivo a cogliere...

Patty, io inizio seriamente a preoccuparmi: ci piacciono gli stessi libri, portiamo le figlie a Londra a 6 anni e pure negli stessi posti, e ora scriviamo pure post con lo stesso titolo... sicura che non ci abbiano separato alla nascita???? (dimmi di sì, che oltre a una sorella giramondo mi ritrovo anche dieci anni di meno!!!)

Fabiana: ecco. Detto tutto. :-)))))

Ciaooo
ale

Fabiana 09/07/2011 12:37

Me lo sentivo che oltre alla pioggia ed alla nebbia a Masone doveva pur esserci qualcosa di buono, anzi....squisito!!!!!

Patty 09/07/2011 11:59

Io sono una di quelle in grado di finirsi da sola una scatola di Krumiri, e anche a secco, senza l'ausilio di teini o liquorini di sorta. Così, come si mangiano le patatine. Quindi, anche se hai raschiato il fondo del barile per trovare una ricetta che supplisca al tuo momento di stallo (e non sei la sola: ho postato con lo stesso titolo al mio ritorno dalle vacanze!), l'hai fatto alla grande, con una ricetta che conserverò gelosamente nel mio quadernino delle coccole di gola. Grazie come sempre. Pat

๓คקเ ☆ 09/07/2011 11:51

Bellissima la storia dei Krumiri, non la conoscevo! Quanto ai Crumiri di Masone, io sono una che vuole pensare con la sua testa: devo provare sul campo per stabilire con certezza quale delle due pasticcerie li fa migliori. E come fare a stabilire un termine di paragone, se non li ho mai assaggiati? Ma preparando questa ricetta, che diamine!!!! :-D

Benedetta Marchi 09/07/2011 11:19

ehehe a volte capita di non aver voglia di far nulla...sopratutto se in tv c'è Barnaby (mi piace molto quel telefilm! :P) ma nonostante tutto questi crumini con tanto di storia sono stupendi! un abbraccio

lerocherhotel 09/07/2011 10:44

Caspita, buoni davvero questi crumiri!
La voglia di cucinare tornerà presto, ne siamo certi!

Monica - Un biscotto al giorno 09/07/2011 10:24

adoro i krumiri, questa versione polentosa però non l'ho mai provata! devo rimediare! :)

Manuela e Silvia 09/07/2011 10:12

Che buoni questi biscotti! croccantini e davvero aprticolari, per il nome e la consistenza!
bravissima!
baci baci

Anonymous 09/07/2011 09:10

Dai che fare biscotti è un metodo che riesce a smuoverti dall'apatia cuciniera... E a chi non ne è stato mai colpito alzi la mano....!
Ho sbirciato il sito del Comune di Masone: ma è un paradiso !!! Gòditela che il tran tran quotidiano è in agguato che ti aspetta per portarti via....
baci
Maria Chiara

emmetì 09/07/2011 08:34

dimenticavo ( giornata NO, l ho già detto...) . : ottima ricetta ; quanto alla forma un po' particolare, mi risultava una origine molto meno credibile : il sig Rossi avrebbe richiesto un grande lavro di produzione ai suoi operai, in cambio di un modestissimo incremento nella paga. Risultato? per protesta, gli operai ( forse donne, data l ironico intervento..) iniziarono a produrre biscotti a forma di accento circonflesso... storti, in poche parole.... Ma erano così buoni che la loro fama ingigantì, nonostante la forma.

emmetì 09/07/2011 08:24

"...e unitela alle FETTINE"??????? Buongiorno, mia adorata Co-Tenutaria di Blog, e ben svegliata : mi hai fatto ridere di gusto in questa mattinata di crisi (vedasi notizie sulle pensioni). Tvb.