Pancakes ai mirtilli per lo Starbooks di Ottobre!

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Da grande, vecchia, voglio fare la martastiuart.
E alzi la mano chi non è d'accordo, nel voler arrivare a settanta e pass'anni a capo di un impero creato dal nulla, che comprende tutti i lati migliori della vita, dal giardinaggio alla cucina, dal bricolage al bon ton, dall'arredamento della casa alla decorazione della tavola- e farlo con quella faccia lì, che a tutto può essere paragonata tranne che alle deturpazioni da botulino delle sue coetanee, che pagano con labbra da canotto e guance da nanetto di Biancaneve il vil rifiuto ad affrontare con dignità gli effetti del tempo che passa. Sul pusher di botulino della Stewart c'è il riserbo più assoluto, tant'è che mi sto sempre più convincendo che nulla faccia meglio alla pelle che un tuffo quotidiano nella piscina di Paperon de'Paperoni che, sono certa, Martha possiede, sul retro di ognuna delle sue meravigliose dimore, e pure in versione glam. 
Perchè, miei cari, se vogliamo pensare ad un'imperatrice moderna, è a lei che corre immediatamente il pensiero: è a capo di una casa editrice potentissima, ha una linea di prodotti per la cucina e per la casa, un'agenzia di catering, una di wedding plannering, un sito internet che raduna milioni di contatti ogni giorno e, ovviamente, una holding quotata in borsa che l'ha immediatamente proiettata nel paradiso dei nuovi ricchi americani, non foss'altro che per i dividendi che si stacca ogni anno e che, essendo lei praticamente l'unica titolare, finiscono quasi tutte nelle sue tasche. Ma per tutti Martha Stewart è the Martha Stewart Show, ultimo titolo di una serie televisiva che la vede protagonista da più di vent'anni, con la quale entra ogni giorno nelle case delle casalinghe americane, a cui dispensa consigli e sorrisi, intrattenendole con ospiti  di grido e rubriche di ogni genere che l'hanno resa amatissima, in patria. Non a caso, quando tutti la davano per finita, all'indomani di una triste vicenda giudiziaria che la portò in carcere, nel 2004, si risollevò ancor più in alto di prima, sospinto anche dal respiro di sollievo delle sue compagne di cella, intruppate da un giorno all'altro in durissimi turni di pulizia dalla nuova arrivata da far rimpiangere i bei tempi dei lavori forzati.


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In Italia, per contro, è poco nota. A parte un timido tentativo di Sky, che qualche anno fa aveva mandato in onda alcune puntate del  The Marha Stewart Show, non si notano tracce della sua presenza, nè nel reparto casalinghi dei supermercati, nè nei palinsesti televisi, nè sugli scaffali delle librerie. 
Meno che mai è amata dal mondo dei food blogger, specie da quelli "di prima generazione", la cui fisionomia ben definita aveva giocoforza messo al bando Martha Stewart e il tipo di cucina che rappresentava. Nessun ingrediente di nicchia, nessun km zero, nessun produttore di cui si esaltavano le virtù, nessuna tecnica astrusa, nessuna sperimentazione, nessuna vocazione per il fusion, il vegan, il macrobiotico, e neppure nessuna foto particolarmente artistica od originale: tanto Donna Hay rappresentava il nuovo che avanzava, a colpi di reflex e di bilanciamenti del bianco, quanto Martha Stewart era l'incarnazione di quel nazional popolare che, almeno in Italia, andava superato e dimenticato per sempre. 
E poi, è arrivata Stefania
Fossi Mrs Stewart, un pensierino glielo farei, a questa strepitosa ragazza, artefice di un new deal mica da ridere, grazie al quale oggi si guarda alla produzione di questa signora con occhi tutti diversi: non più un'icona fossilizzata di una cucina obsoleta e malsana, ma l'intelligente esempio di un equilibrio fra la soddisfazione che dà l'atto stesso del cucinare -partendo da zero, quindi, e non da prodotti comprati- quando si accorda con le esigenze della vita di tutti i giorni e, perchè no?, anche con competenze che- vivaddio-  non sono quelle dei professionisti del settore nè potrebbero esserlo. 
Quella che Stefania chiama "cucina furba" e che ha proprio Martha Stewart come sua principale Musa, è in realtà la cucina fatta di tanti piccoli trucchi che abbiamo imparato dalle nostre nonne e dalle nostre mamme: una cucina onesta, cioè, dove la sfoglia si fa partendo dagli ingredienti della dispensa  e non dal carrello del supermercato, ma dove magari ti vien detto che un po' di formaggio cremoso, al posto del burro, ti fa risparmiare in tempo e pazienza, garantendoti uguale successo; che se non hai una notte di tempo per far cuocere le meringhe puoi sempre trasformarle in un budino da urlo; e che la pizza si può anche fare senza forno, il gelato senza gelatiera, la torta addirittura senza ciotola, ma senza venite mai meno a quei presupposti che, in cucina come altrove, sono garanzia di credibilità e quindi di successo: una cucina alla portata di tutti, ma che limita al minimo l'apporto dei prelavorati e insegna, semmai, le scorciatoie per arrivare a dei buoni risultati, tutti i giorni, per tre volte al giorno, senza ansie da prestazione nè corse contro il tempo. Questo è il vero messaggio sotteso alla cucina di Martha Stewart, divulgato per giunta  con garbo, stile e ironia.  E ditemi voi, se vi par poco...

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Lo Stabooks di Ottobre è dunque l'ultima fatica della Stewart, tutta dedicata alla cucina statunitense. Considerato che ci farà compagnia per tre settimane, rimandiamo la recensione vera e propria alla prossima volta, che sennò resto senza argomenti e ditemi voi come si fa. Per ora, vi basti dire che da questo mercoledì, fino alla fine del mese, si parlerà a stelle e a strisce, su MT e sugli altri blog delle Starbookers a cui si aggiunge Emanuela- Arricciaspiccia, grazie alla quale riportiamo a otto la nostra  formazione, che questa settimana ha cucinato...


Ale Only Kitchen: Hazelnut cookies
Araba Felice: Classic Potato Salad
Vissi d'arte e di cucina: Alexis Egg Salad Sandwiches
Menuturistico: Blueberry Pancakes



Blueberry Pancakes
da Martha Stewart, Martha's American Food


210 g di farina
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di lievito chimico**
1 cucchiaino e mezzo di sale
250 ml di latticello*
2 uova grandi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di burro fuso
2 cucchiai di olio vegetale leggero, più 2 cucchiaini per la padella
140 g di mirtilli freschi

sciroppo d'acero, per servire

* per preparare rapidamente il latticello, mescolate in parti uguali dello yogurt magro compatto e del latte fresco, parzialmente scremato. Non c'è bisogno di aggiungere limone, perchè lo yogurt dà la giusta punta di acidità. Usatelo subito, senza farlo riposare.
** corretto. Ma potete scendere fino a 2 cucchiaini. 

Il procedimento è facilissimo e si basa tutto sull'abc della pasticceria statunitense- vale a dire ingredienti secchi da una parte, ingredienti freschi dall'altra e poche mescolate per assemblarli: appena l'impasto è vagamente omogeneo, si passa alla cottura.
Quindi
a. in una terrina piuttosto grossa, versate lo zucchero, la farina, il lievito e il sale e mescolate.
b. in un recipiente graduato, misurate 250 ml di latticello, a cui aggiungerete due uova intere, un cucchiaino di estratto di vaniglia, un cucchiaio di burro fuso e due cucchiai di buon olio di semi. Mescolate con una frusta, quanto basta per "rompere2 le uova e amalgamare i liquidi
c. versate questi ultimi nella terrina degli ingredienti solidi, mescolate rapidamente e passate subito alla cottura

per quanto riguarda la cottura, si può scegliere fra il pancakes tipo crepes (con una crosticina in superficie) e il pancakes classico, dalla cottura più uniforme. La differenza è tutta nella quantità di calore della fiamma: se cuocete sul fornello piccolo, a fiamma bassa, avrete pancakes come quelli della foto di sinistra; altrimenti, il risultato sarà uguale a quello della foto di destra. 

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E' fondamentale la padella antiaderente, non è indispensabile la padella per le crepes. 
ungetela solo la prima volta, poi proseguite senza altro grasso. 
Per un pancake, calcolate due cucchiai scarsi di impasto: si tratta di un impasto pittosto denso, che quindi a contatto con la superficie calda della adella tenderà subito a rapprendersi e a mantenere la forma rotonda. Appena iniziano a formarsi le bollicine del lievito in superficie, contate fino a dieci e poi giratelo. Calcolate circa 3 minuti di cottura per ciascuno. 
Si mangiano caldi, accompagnati da sciroppo d'acero o melassa (vedi foto) o miele. Perfetti con la frutta fresca
Buona giornata
ale

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Mai 10/16/2012 11:37

aggiungo: stò provando a fare il latticello come suggerisci tu!

:)

Mai 10/12/2012 22:21

Allora, ho letto tutto, anche perché è impossibile smettere di farlo quando scrivi tu!
Quando sono arrivata al punto che dici che la Martha è quotata in Borsa, beh, lì sono rimasta di sale! In senso positivo! Anche con un pò di "invidia sana" perche anche io vorrei essere Martha quando sarò grande! E perché il suo polpettone con pure di patate è una meraviglia e perche grazie al vostro "libros estrella" estò scoprendo non solo le cucine del mondo, ma anche dei libri, ricette, cuochi e persone stupende!
Come ho fatto ogni domenica ad alzarmi e non preparare delle blueberry pancakes come queste?!
V.V.V.

Serena | SereInCucina 10/12/2012 17:38

<3

Paola 10/12/2012 09:32

Cavoli, dopo aver letto sto popo' di post con relativi commenti su Martha Stewart direi che sono inesorabilmente crollate le mie convinzioni che il legame al cibo ti da quel che di angelico/ fuori dalla macchina del denaro che solo io so immaginare (considerando il fatto che, ovviamente, 'ste persone così angeliche i libri li fanno e li vendono pure, ma tant'è). Non avrei mai immaginato che questa donnina con sto visino così levigato (non so perché, ma l'idea che una botulinata non se la sia fatta non mi convince tanto) fosse a. una paperon de' paperoni del nostro mondo e non di paperopoli; b. che si fosse fatto il giretto in carcere (che poi sulla detenzione abbiamo la stessa idea). Partiamo dal presupposto che anche lei la conoscicchio, per il semplice motivo che dall'Araba e da altri blog sono poi finita nel suo (della paperona) di blog, con tutte le sue varie ricette. Non ne ho provata ancora nemmeno una, ma mi sono ripromessa di farlo più volte. Mi seguo questo mese dello Starbooks, che per quello che ho visto già mi piace. E intanto scappo di là a lasciarti i miei contributi (che ho letto, sempre nei post qui, che posso mettere anche quelli dei vari libricini delle riviste e non lo sapevo). A presto.

Alessandra Gennaro 10/11/2012 18:29

ma grazie!!!
per me questo è l'unico modo possibile di avere un blog: perchè ho quasi 50 anni, un lavoro che non mi ha ancora annoiata e per ottenere il quale ho investito tempo, energie, sacrifici e in cui ogni giorno profondo impegno, ma anche tanto entusiasmo. Per me non avrebbe senso fare del blog una vetrina, perchè non è su questa professionalità che intendo investire. Per inciso, provengo anche da una formazione culturale antiquata, dove se non eri più che "finito" non esisteva proprio, proporsi... e qui non mi sento all'altezza di nessun professionista.
Però, ho imparato ad usare il blog come "collettore": di rapporti, di discussioni, di scambi, di idee. Giusto stamattina pensavo che chiunque altro, dopo l'MTC, si sarebbe sentito appagato, sia per la mole di lavoro che per la soddisfazione di una sfida ogni mese così sfavillante. Qui, si è inventato lo Starbooks :-) che di nuovo è partito in sordina e ora, grazie anche all'apporto delle nostre amiche, sia le Starbookers (che si fanno un braso tanto), sia a quelle che contribuiscono a far crescere i nostri scaffali, sta suscitando interesse anche questo. Meno male che non ho idee nuove all'orizzonte (sento da qui il sospiro di sollievo della Dani :-)) però, sul serio: non esiste altro modo, per noi. E ricevere commenti come questo è la più grande ricompensa. Grazie infinite

Alessandra Gennaro 10/11/2012 18:22

curaci, o donna- e curati preventivamente anche il martitio, perche mi sa anche a me, che un clicckino su Amazon :-)

Alessandra Gennaro 10/11/2012 18:21

più o meno quelli che abbiamo mangiato noi :-) ma in tre giorni, però :-)

Alessandra Gennaro 10/11/2012 18:20

ma non erano le promesse matrimoniali, queste? :-)

Alessandra Gennaro 10/11/2012 18:18

:-)
c.v.d. la migliore conferma, da una statunitense doc :-)

Serena | SereInCucina 10/11/2012 17:11

io entro nella tua pagina, ed ogni volta resto estasiata. riesci a comunicare, a fare capire chi è Martha Stewart, riesci a instaurare un rapporto e un dialogo con tutte le tue lettrici. credimi, non ci avrai guadagnato ancora nulla con questo tuo blog, ma sinceramente sei brava. bravissima. i progetti che segui, le rubriche che hai aperto, le collaborazioni sempre costruttive con le altre ragazze che lavorano con te. grazie, per farmi capire che avere un blog costruttivo e in cui instaurare dei rapporti con le altre persone, si può. ogni volta che entro, mi perdo nei dibattiti che si scatenano qui dentro, e sarei capace a leggere tutto e a intervenire su tutto. un bacino cara Ale, e a presto. Sere

Gambetto 10/11/2012 16:02

Ma ammettilo che in fondo in fondo...senza di me...era una noia..."che barba, che barba, che barba!!!" :P ehehehehheehe

Anna--USA 10/11/2012 16:00

Martha propone un modo di cucinare che e' Americano nel senso piu' pieno, cioe'pragmatico,senza perdersi in speculazioni astratte.

Quando devo preparare il pranzo del Thanksgiving, seguo le sue ricette perche' funzionano,anche per chi non ha troppa abilita' e non si spreca ne' tempo ne' ingredienti.

E visto che almeno in certe occasioni, come il Thanksgiving, non ci si puo' permettere un fallimento, meglio che Martha mi fornisca insieme alle ricette una tabella di marcia per organizzarmi al minuto invece che una lezione di etica e storia sui Puritani.
Per questo ci sono altri testi e autori con credenziali diverse, magari professori di Storia ad Harvard, che non devono necessariamente essere in grado anche di preparare una pie di zucca.

Alessandra Gennaro 10/11/2012 15:59

E' un argomentone, a dirla tutta e sarà impossibile sviscerarlo in un unico post. E la domanda finale è la trasposizione, in chiave gastronomica, del sesso degli angeli :-)
ne parliamo mercoledì, ciao

Alessandra Gennaro 10/11/2012 15:57

ridoooo!!1 al Talisker non ci avevo pensato!!! e a tutto il resto nemmeno!!! grandissima!!!

Alessandra Gennaro 10/11/2012 15:56

pensa a cosa riesci a scatenare. E sei apparso da neanche 72 ore, fa' un po' tu....:-)

Alessandra Gennaro 10/11/2012 15:55

A scanso di equivoci.
sono figlia di tranviere- e questo la dice lunga sul patrimonio personale
e faccio il magistrato- e questo la dice lunga sul senso di giustizia che mi anima.
Tanto per chiarire come sono messa e da che parte sto, sempre e comunque.
fine discussione,c he sennò non ne usciamo più :-)

roberta 10/11/2012 14:19

Non so se te l'ho mai detto, ma io ti adoro!!

roberta 10/11/2012 13:56

Ecco, ad essere precisi non e' andata in galera per insider trading, cosa che peraltro in Italia non e' nemmeno reato, mi sembra. Questa accusa non e' stata provata in tribunale dagli investigatori, dove per investigatori si intende l'FBI, non l'investigatore privato assunto da un ufficetto legale di provincia. Ci e' andata per intralcio alla giustizia e per aver mentito agli investigatori, sempre l'FBI, durante le conversasazioni avute con loro riguardo il vero indagato, del quale ora mi sfugge il nome, che sarebbe poi l'amico che avrebbe passato alla Stewart l'informazione in conseguenza della quale lei ha venduto le sue azioni di una ditta farmaceutica, prima che queste perdessero punti in borsa. Amico che, per inciso, se l'e' data a gambe quando e' scoppiata la bomba....

TataNora 10/11/2012 13:43

Non ho mai fatto i pancake... e faccio pubblicamente *coming out* (dicono faccia più figo che *outing*). Mi hanno sempre incuriosito ma sono sempre caduta sulle crepes perchè più *manovrabili* (si potrà dire?).
Quanto alla signora Stewards ... sono completamente ignorante e quel che conosco di lei lo apprendo da Stefania (con le sue ricette furbe... che copio e mi PIACCIONO!!)
e da quanto ho letto qui sopra.
Mi sembra, ad una prima lettura, di NON poterla paragonare alla Sig.ra Parodi, proprio perchè non si serve al supermercato, ma dribla in altro modo passaggi lunghi.
Questa volta mi sa che vi curerò, o gruppo degli Stabooks... perchè mi sa che un click su Amazon ci potrebbe scappare!
Nora

Pellegrina 10/11/2012 13:41

Ovviamente grazie per l'idea di coinvolgere la Glu.fri.

Pellegrina 10/11/2012 13:41

Talisker, cioccolato, mojito fatto panna, biscotti, agnello, Bibbia, vestiti ciclamino (quasi scarlatti!) alle bollicine e non so più che altro: la vedo una coabitazione ardua e sul filo di lana! Auguri :-)
Tutto sommato una certa dose di Calvino abita pure in me. Ma al punto in cui sono della vita credo che mi dannerebbe senz'altro :-/.

Pellegrina 10/11/2012 13:33

Non vedo l'ora di leggere quanto prometti, Ale, perché a partire da questo Starbooks mi ero fatta una certa idea sulla cucina "tradizionale" USA in sé che aspettavo di verificare con i 24 esempi, ovviamente, perché 4 sarebbe stato ridicolo, e m'era venuta voglia di scriverne. L'impressione su come MS inquadri il discorso è altrettanto superficiale, ovviamente, ma mi pare una sorta di uniformazione "casalinga" di preparazioni non necessariamente difficili, ma forse all'origine un po' più ruspanti, come tradizione vorrebbe, che lei appiattisce un po' e insieme forse carica di aggiunte che "ci stanno bene". Una cosa, se non erro perché ne so proprio poco, che i libri di cucina vintage e di "impostazione vintage" fanno spesso. Quindi aspetto con impazienza ulteriori dati ed elementi. E soprattutto scoperte!
Ma poi, qual è la "vera cucina"? La polenta della sagra o le sublimazioni di Vissani? Diciamo, ma qui divago nel flatus vocis personale, che io mi sento a mio agio in entrambe (come stili, intendo, per V. non ho una gran passione), ma nelle versioni di mezzo è difficile trovare la vera meraviglia.

Pellegrina 10/11/2012 13:16

Ale, la mia osservazione si limitava al fatto che fare insider trading non è guadagnare onestamente. Che abbia scontato la pena (e ogni altra considerazione che tacito per non soffocare senza manco la soddisfazione di un pancake al paragone con le patrie sorti) mi pare più un merito della giustizia USA che dell'imputata. Che abbia fatto insider trading ammetto mi resta difficile farmelo riuscire simpatico, tanto più se era già milionaria: non aveva i figli a casa da sfamare o la badante o il pronto soccorso da pagare, per dire, né viveva sotto i ponti (ma a quel punto fare insider trading le sarebbe stato un po' difficile, penso).
Per mio sollievo personale vorrei non sai quanto condividere la tua certezza che la pena emendi, specie in casi come questo (non parlo ora a livello personale ovviamente, ma del tipo di ambiente e di reato). Di certo è un deterrente. Speriamo...
Il discorso con Gambetto è un'altra questione ancora e l'abilità culinaria della signora pure, evidentemente.

Gambetto 10/11/2012 12:46

Oddio mi fai paura quanto tipeti ossessivamente le cose...tipo shining "se ridi, ti uccido, se ridi, ti uccido..."...se mai ti arriverà un altro commento da questo PC sarà anonimo, giuro! :P

Alessandra Gennaro 10/11/2012 12:42

se ridi, ti uccido
siamo sotto una mezza alluvione.
se ridi ti uccido :-)

vitto e libri 10/11/2012 12:41

ne mangerei una ventina :-))))))))))))

Gambetto 10/11/2012 12:38

Guardando e leggendo di file immense per l'ultimo nato della mela...secondo me un camion non basta...preventivamente inizio a grattarmi una ora si e l'altra...pure! :P ahahahahaha

Alessandra Gennaro 10/11/2012 12:22

io ti porto dal mio dottore. quello bravo, intendo :-)))
bacio anche a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Alessandra Gennaro 10/11/2012 12:21

d'accordo su tutto. Il sito è una fucina di idee, ogni giorno, le ricette riescono e ci salvano la cucina di ogni giorno- e anche quella dei sabati e dele domeniche, diciamocelo... what else? :-)

Alessandra Gennaro 10/11/2012 12:20

finalmente!!!!! grazie per questo commento!!! :-)