MTMag- Gli Sconsigli sotto l'Albero


mtmagprova


Visto che da questa settimana in poi saremo bombardati da raffiche di consigli su cosa regalare a Natale e a chi, eccovi la solita direzione ostinata e contraria di MT- ovvero, cosa non troverete mai sotto l'albero dei miei amici (e già che ci siamo, che cosa non vorrei trovare sotto il mio...)


1) Paolo Giordano, Il Corpo Umano: questo, lo sconsiglio senza averlo neanche preso in mano, a dirla tutta. Ma mi è bastato quel grvogilio di sensazioni sgradevoli che mi ha aggredito durante la lettura de La Solitudine dei Numeri primi, lo stesso che ho scoperto essere condiviso su scala quasi planetaria, a dire la verità, per farmi dire un no a prescindere a questo romanzo. Aver poi appreso dalle solite fanfare che il ragazzo non intende cambiare registro (e quando mai?) e anzi amplifica il disagio del singolo su una tragedia dell'umanità quale è la guerra in Afghanistan, non ha fatto che riaccendere la sgradevolezza di cui sopra. Come dicevo, mi consola il fatto di non essere sola: non c'è persona della cerchia dei miei parenti-amici-conoscenti che abbia gradito la lettura dell'opera prima di quello che la critica si ostina a presentare come uno dei migliori autori dell'ultima generazione e tutti, semmai, hanno riportato lo stesso senso di fastidio che ho provato io: perchè affrontare tematiche delicate ha senso se si hanno i mezzi per farlo, a cominciare dalla sensibilità e a finire con la scrittura. Ne La Solitudine non c'erano, nè l'una, nè l'altra, né tutto quello che sta in mezzo. In compenso, c'era la prosopopea di chi crede di poter fare quello che vuole, in barba alle sofferenze di chi, oltre a doverle subire , deve anche esporsi alla beffa di vederle piegate alla bieca logica dell'autopromozione e del businness editoriale. So bene che è scorretto sconsigliare un libro senza averlo neanche preso in mano: ma credo che sia umano sentirsi offesi, quando si è lesi nei propri diritti- di lettore, di consumatore, di donna che con la sofferenza e i disagi veri ci fa i conti tutti i santi giorni e lotta, tutti i santi giorni,  per una tutela della dignità delle persone coinvolte, che non è fatta solo di "assistenza sociale", ma anche di comprensione e di rispetto. Sono uscita offesa, dalla lettura de La Solitudine- e lo sarò per un po'. Almeno fino a quando Giordano non se ne uscirà con un romanzo ben fatto, e non solo per la critica.


2) Un regalo da Tuffany- o un diamante da Tiffany- o Un regalo perfetto- o uno a caso degli infiniti "romanzi" (la virgoletta è d'obbligo) che Newton Compton sta sfornando da un annetto a questa parte, al prezzo civetta di 9,90 e che da un annetto a questa parte sono ai vertici delle classifiche di vendita. E qui sarebbe d'obbligo lo stracciamento delle vesti: ma siccome so che non porterebbe a nulla, danni al guardaroba esclusi, passo oltre. Non prima di aver fatto pubblica ammenda, dicendovi che almeno uno di questi capolavori l'ho letto (qualcosa con Tiffany, l'estate scorsa)- e che è da quell'esperienza lì che trarrò le forze per fermare il mio braccio, ogni volta che si avventerà su libri a basso costo e nulla più. Come dire, soldi ben spesi, una volta ogni tanto...

3) Un qualsiasi giallo nordico di ultima generazone. Non che non sian bravi, per carità. Ma non sono così bravi da giustificare un'uscita alla settimana di un autore sconosciuto dal cognome che finisce in "-berg" o "-land" e dal curriculum osannante in quarta di copertina. (a proposito: chi glielo dice, ai critici letterari, che "il migliore", si dice di uno solo? E vabbè che la Scandinavia è formata da tanti Paesi e ciascuno da tante regioni e ciascuno da tante città e ciascuna da tanti quartieri, ma di questo passo arriveremo a "il migliore scrittore della scala A", per non parlare di quello del pianerottolo...). E comunque: io, a Natale, voglio pensare a un Nord popolato solo da un bonario vecchietto con la barba bianca e il  vestito rosso, a capo di tanti elfi zelanti. Niente omicidi, niente scheletri negli armadi, niente investigatori divorziati, avvinazzati e tristi. E neanche una vertenza sindacale sullo sfruttamento del lavoro in certe zone della Lapponia, a dicembre...

4) Il Palazzo e la Piazza, che apprendo ora essere il titolo dell'ultimo libro di Bruno Vespa. Le motivazioni sarebbero doverose anche qui, ma non mi perdonerei mai a)di aver perso l'aereo che devo prendere fra due ore (l'MTMag è in onda in "registrata") b) di averlo perso per attardarmi a spiegare l'evidenza. E cioè che i miei scaffali non hanno spazio per libri inutili e soprattutto la mia casa non ha spazio per il plastico esplicativo.

Buona giornata
Ale

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Elisa 12/14/2012 23:03

Ahahah! E' la prima volta che lo leggo rivolta a te stessa :P
Sai cos'è secondo me? Che alla fine, quando si tratta di romanzi che non sono capolavori della letteratura ma non sono nemmeno pattume, va molto in base ai gusti e ai periodi in cui uno legge (forse l'hai detto anche tu qui sotto, no?). Pensa che io ho apprezzato "Mangia, prega, ama" che credevo una boiata pazzesca, ma alla fine non mi è dispiaciuto così tanto...me ne devo vergognare? :P Il punto è che secondo me l'ho accettato, più che apprezzato, perché ero partita assolutamente prevenuta e invece non mi sono trovata di fronte a ciò che mi aspettavo. Probabilmente l'avessi letto nell'ottica di trovarci un vero percorso spirituale, di meditazione, l'avrei detestato come tutte le persone che l'hanno criticato...

Alessandra Gennaro 12/14/2012 14:38

:-)

Alessandra Gennaro 12/14/2012 14:37

Sai qual è la fregatura, di rubriche come questa? che ti vien sempre più voglia di leggere. Anche quei libri su cui hai messo sopra delle lapidi con su scritto "giammai". Perchè poi arriva il commento dell'amica con cui condividi un sacco di cose- e allora pensi che forse ti sei sbaglaita, che a priori non si giudica nessuno, che una seconda possibilità è un diritto di tutti.. Me possino, me lo posso dire?? :-)

Elisa 12/14/2012 11:07

Ahah pensa che l'invidia la provo verso chi in biblioteca c'è ancora :P

Ho letto i commenti sotto e ti volevo dire che "L'eleganza del riccio" mi manca ancora ma è nella mia to-read-list, perché "Estasi culinarie" mi è piaciuto (ne ho anche parlato sul mio blog, due volte in verità...). Certo non è un romanzone di chissà quale spessore, ma tra le tante cavolate che escono ultimamente sul tema gastronomico che va tanto di moda, io l'ho trovato un felice precursore del genere, delicato e nemmeno scritto tanto male... Concordo sul fatto che si è fatto tanto casino a livello editoriale, tant'è che "Estasi culinarie" è stato edito dopo "L'eleganza del riccio" come se fosse nuovo, ma era il romanzo d'esordio della Barbery e il titolo era "Una golosità"...chissà per quale motivo cambiare il titolo se era una semplice riedizione dopo il successo del suo secondo romanzo...che volessero fregare il pubblico? Noooooo mica!!

roberta 12/13/2012 12:04

...allora rimangono solo gli uomini...

Alessandra Gennaro 12/13/2012 07:28

No no, alt: questi sono libri che dividono, non è un fatto di buono o cattivo gusto. Per dire, mia mamma, che è lettrice molto più raffinata e critica di me, aveva trovato L'lelganza del riccio un bel libro. E nota che io glielo avevo passato lanciando strali sull'autrice e sulla sua prosa. E comunque, non parliamo di Harmony, ma di romanzi che un minimo di spessore ce l'hanno e gioco forza toccano qualche nervo scoperto, in un modo o nell'altro.
Ora ti faccio ridere- e mi sputtano definitivamente: vuoi sapere qual è l'ultimo libro su cui ho pianto? Tienti forte: "Le amiche del venerdì sera". Oggettivamente, è una boiata pazzesca. Ma si vede che in quel momento, è andato a colpire proprio sul versante più debole- e mi ha fregata. Per fortuna, che quando è uscito il sequel ero di nuovo tornata in me :-)

Alessandra Gennaro 12/13/2012 07:23

I miei amici, gli avevano dato un altro titolo. Scontatissimo e volgarotto, ma quando ce vo'...
e pensare che la Tamaro mi aveva "uccisa" con una raccolta di racconti agghiaccianti (e bellissimi) sui bambini maltrattati: si intitolava Per Voce Sola, erano ancora gli anni in cui riuscivo a leggere cose del genere e lo ricordo come un bel libro. Ergo, delusione tripla :-)

Alessandra Gennaro 12/13/2012 07:21

tipo downton abbey (come sono variegata :-))

roberta 12/12/2012 18:05

Oh caspita!...a me sono piaciuti sia "La solitudine dei numeri primi" che "L'eleganza del riccio", più il primo che il secondo, acquistati tutti e due al volo in aeroporto, semplicemente perché attratta dal titolo e senza avere avuto, nel mio olandese isolamento, il minimo sentore del battage pubblicitario che li ha preceduti ed accompagnati...ma la cosa non mi stupisce: in fatto di letteratura e di uomini, non ho buon gusto!

Patty 12/12/2012 15:51

Penso di avertelo anche detto a voce in uno dei nostri rari incontri. L'unica spesa di cui non mi pento mai è quella per i libri, ma mi sento una perfetta cogliona quando mi lascio convincere dal gran pavese che viene allestito intorno a qualsiasi nuovo libro considerato "la rivelazione dell'anno". Ecco, con La Solitudine, io avrei voluto avere una bottiglia d'acqua da 2 litri piena e tafazzarmi ben bene appena chiusa l'ultima pagina. Quella sgradevole sensazione di cui tu parli, l'ho perfettamente chiara. Anche quando è uscito il film, mi sono rifiutata di andarlo a vedere (questa volta con il senno di poi in azione), tanto mi infastidiva solo l'idea. Non so perché, ma potrei farti la lista dei libri strombazzati che mi sono rimasti sullo stomaco. Uno dei tanti è "Va dove ti porta il cuore"....Chi mi dice che l'ha amato, lo guardo come si guarda un paria!
Sono stronza ma a volte mi fa star bene. Un bacio mia guru!
Pat

Glu.fri 12/12/2012 14:53

Carta straccia....ovvero la vera ragione perché le librerie sono in crisi e non si legge...meglio molto meglio una buona, ben fatta, pensata, studiata serie TV (ce ne é qualcuna..)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 14:29

:-))

Valentina 12/12/2012 10:08

Troppo forte Alessandra :)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 09:51

Stefania, faccio mente locale e ti dico. intanto, ti dò la presidenza ad honorem del fans club :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 09:51

ok, ti sei immediatamente redenta. Quello è il libro che avrei volentieri tirato in testa all'utrice. E a tutti i suoi estimatori. E ho sgodazzato come mille ricci in amore quando è uscito Estasi culinarie- e tutti a dire "ma che schifo, che delusione"...
Ti passo anche i numeri primi, dopo questa!!!!

Anonymous 12/12/2012 09:38

Siccome ho già ammesso ieri sulla pubblica piazza di aver apprezzato la famosa "solitudine", ho già sufficienti motivi per essere linciata, quindi ne approfitto e già che ci sono la dico tutta. Sapete cosa non è piaciuto PER NIENTE a me?!? L'eleganza del riccio. L'ho detto. Mi sento più leggera. :-D
Marina

fantasie 12/12/2012 08:35

Voglio fare un club di quelli che non amano la solitudine dei numeri primi... Non mi è piaciuto e non mi è piaciuta la fine, brutto dall'inizio (primi due capitoli a parte) alla fine!
Ho amato Mankell... ma non voglio esagerare... Invece mi consigli dei libri divertenti? Voglio solo ridere, per adesso!

Alessandra Gennaro 12/12/2012 08:01

fondiamo un club su FB ? :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 08:00

QUELLO, era la sorpresa che avevo tenuto in serbo per te. Belin , Genny, hai rovinato tutto... mi toccherà aspettare Le Mie Prigioni di Sallusti, adesso :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:59

hai ancora 15 giorni, per fare la cattiva.
Che sennò ti esaudisce per davvero... :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:58

solo una milionata di volte :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:58

:-)
come lettura disimpegnata, preferisco la Kinsella, in italiano (devo averlo detto almeno mille volte, che dovrebbe fare un monumento alla sua traduttrice). e comunque, concordo: 9,90-è una follia!

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:56

ho amato Mankell alla follia, prima che si trasferisse in sud africa :-)
grazie a lui, mi sono finalmente decisa a leggere i gialli di Walhoo e consorte- e se possibile mi sono piaciuti ancora di più. Su Millennium, mi appello al Quinto emendamento (ti dico solo che ho letto solo il primo e mi è bastato), mentre ho una grande passione per Hasser, autore meno noto dei suoi conterranei ma molto meritevole. Ho letto di recente un suo giallo incentrato su tematiche forti, ne ho apprezzato moltissmo la sensibilità e gli sviluppi della trama. Per certi versi- e chiedo scusa per il paragone illustre- mi ricorda il cornell Woolrich della Trilogia in Nero: il che, la dice lunga su quanto mi piaccia.
Sul resto, non so: ho almeno tre libri di Nesbo, che non ho voglia di leggere. Idem per la holt (ho pure un doppione de La Porta chiusa, di nuovo, mai letta). Sulla Lackberg, preferirei stendere un velo pietoso. Più in generale, mi infastdisce il battage tipico di chi ha scoperto la miniera d'oro e si ostina a volerla sfruttare, anche quando ormai quello che luccica è ben altro. Ora, secondo me, siamo al ben altro: ma l'islandese passamelo, che son sempre pronta a ricredermi, su queste cose :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:45

ti perdono solo se ci vediamo prima di Natale :-)
sennò, niente :-) :-)
ciao, discepola! meno male che esisti e ogni tanto appari!

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:44

trovata. Qui c'è la rece ai numeri primi, fatta quando tutti osannavano all'autore. Già il titolo la diceva lunga...
http://menuturistico.blogspot.com/2009/05/i-numeri-primi-e-chi-ce-li-ha-per.html

per il resto, non sai il piacere che mi dà questo blog, quando trovo consensi sul controcorrente. Mi sento meno sola, ci credi? :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:43

e prego! :-)

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:43

Ecco. esattamente quello che è successo a me... c'è anche la rece, qui sul blog, da qualche parte.. ma avevo scritto praticamente le stesse cose...

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:39

sorvolo sull'invidia allo stato puro che mi prende, ogni volta che racconti dei tuoi trascorsi in biblioteca :-) e passo a Giordano. Io sto con quelli che la sofferenza ce l'hanno, per davvero. E che se hanno bisogno di una voce, dovrebbero meritare molto di più che una prosa piatta attorno alla quale ruotano lanci editoriali che puzzano di strategie commerciali a km di distanza. Al grande pubblico piace, perchè non sbagliano una mossa: escono recensioni osannanti prima ancora che il libro sia dato alle stampe, c'è la solita apparizione da Fazio, qualche reading dell'autore nei posti giusti- e le vetrine delle principali librerie tutte piene dei suoi libri e già che ci siamo riproponiamo anche La Solitudine. In più, siam sotto Natale, insomma: chapeau allo stratega che è in lui o attorno a lui. Ma il resto, è come dici tu. Purtroppo...

Alessandra Gennaro 12/12/2012 07:35

ne ha scritto ancora uno??????
ma non è quello che ho citato lì???
e comunque, in queste cose, l'esperto sei tu :-)

Stefania Orlando 12/11/2012 22:26

Pensavo di essere l'unica a non apprezzare Giordano :-)