L'almanacco di MT

la colonna sonora di martedì 4 giugno è...

 

 

il santo del giorno: San Francesco Caracciolo, protettore dei cuochi italiani. "Sanctum Franciscum Caracciolo, presbyterum, cuius antiqua familia in terra Aprutiensi comprobatam artis culinariae traditionem praedicat, sodales Italicae Consociatios Coquorum peculiari cultu prosequuntur", come recita il documento dell'11marzo 1996, con cui la chiesa cattolica accoglie la richiesta della comunità dei cuochi italiani di avere S. Francesco Caracciolo come protettore. Il motivo è legato alla fondazione della prima Scuola Alberghiera d'Italia, in quel di Villa Santa Maria, un piccolo paese dell'Abruzzo che diede i natali al Santo e,prima ancora ai suoi genitori, che furono i veri fondatori della scuola. Ascanio (questo il nome secolare del figlio) pur essendo nobile, decise di lasciare le ricchezze avite, dopo essere stato guarito da una grave malattia, forse l'elefantiasi, a seguito di un voto. Assunse il nome di Francesco e, coerentemente, visse in povertà fino alla morte, avvenuta proprio il 4 giugno del 1608. Fu canonizzato quasi 200 anni dopo e, come si diceva, dal 1996, è patrono dei cuochi italiani, assieme a S. Lorenzo, S. Marta di Betania e S. Barbara di Nicomedia.

 

Accadde oggi

1070: nasce il Roquefort. Ora, che un formaggio abbia una data di nascita, è già un fatto strano, di per sè. Ma che si sia riusciti a stabilirla con precisione in un'epoca così antica, francamente, mi sembra una roba impossibile. O meglio: impossibile al resto del mondo, possibile ai nostri cugini d'Oltralpe , da cui abbiamo solo che da imparare in quanto ad amore ed orgoglio e valorizzazione dei propri prodotti. Quindi, sapevatelo: oggi il roquefort compie 1043 anni- e direi che li sentiamo tutti :-)

 

Accade oggi

Bella domanda. E' ancora ieri... ma se trovo una postazione da Madrid, vi aggiorno.

 

Vengo dopo il tiggì

Se fossi in Italia, stasera guarderei la prima puntata di Anni 80, uno speciale di Matteo Bordone (che ci piace) dedicato proprio agli anni della mia giovinezza. E' una roba abbastanza imbarazzante, aver trascorso i migliori anni della propria vita sotto cotonature e spalline (ma, lasciatemelo dire, erano il prezzo da pagare a una delle stagioni musicali più interessanti, più innovative e più fighe di tutti e se mai aveste dei dubbi, pensate solo che agli Spandau o ai Depeche Mode o anche agli Wham e a quel gran bel vedere di nick Kamen davanti alla lavatrice...sto divagando, vero?

Sto divagando.

Film della serata, due a caso, fra i tanti

Il dottor Zivago, quello "vero" con Omar Sharif e la Julie Christie (su Sky cinema classic, alle 21.00) oppure, un po' più tardi "E io mi gioco la bambina" , che per Walter Matthau val sempre la pena di fare le ore piccole e se a fianco ha un mostro sacro come la Julie Andrews, ancora di più (Iris, 23.50)

 

Ce l'ho sul comodino

Boris Pasternal- Il Dottor Zivago: uno dei rari casi in cui il film è meglio del libro che è meglio del film. Si equivalgono, intendo dire, tanto che per me Jurij avrà sempre il volto intenso di Omar Sharif e Lara sarà sempre la Christie, senza tema di sbagliare. Storia bellissima, struggente, drammatica, epica, "russa", in una parola, sullo sfondo di un momento storico altrettanto epocale (il passaggio dall'impero zarista alla nascita dell'U.R.S.S.). Inevitabile l'intreccio fra la storia personale del protagonista e quella che sembra stare sullo sfondo, espressa con una scrittura alta, difficile, tragica, che lascia il segno, per sempre.

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