Les articles avec le tag libri

Non sono titoli "freschi freschi" perchè, complice questo luglio da dimenticare, non solo non sono riuscita a fare un salto in libreria, ma neppure ho attaccato la solita pila sul comodino. Nello stesso tempo, complice questo luglio etc etc, sono rimasta spaventosamente indietro con le recensioni: per cui, approfittiamo delle vacanze per smaltire gli arretrati, anche considerato che, tolto un titolo o due a cui magari dedicherò più spazio, per il resto si tratta di letture leggere, così da ombrellone... Continua a leggere...»

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Se volete, vi dico che ho scelto questo libro per il titolo. Oppure per la casa editrice Oppure per la copertina Oppure perchè il NY Times lo definisce "uno straordinario bestseller su cibo, amore e rapporto madre-figlia" Però, non so se ci credereste: perchè il titolo è di quelli che mi fan venire l'orticaria, la casa editrice è sì fra le migliori che conosca, ma ogni tanto su 'sti titoli toppa alla grande (L'Ultimo Chef Cinese, Caffè Babilonia, La Maga delle Spezie, tanto per dire i primi tre che... Continua a leggere...»

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Come da copione, mia figlia lo ha letto prima di me. E, come da copione, si è chiusa in camera per tre ore, nel corso delle quali gli unici segni di vita al di là della porta sono stati il fruscio delle pagine e le improvvise risate. Per cena, neanche a dirlo, abbiamo avuto Agnes Browne come ospite, e con lei Marion e Mark e Cathy e i gemelli e le porte dei pub che si schiudono ogni giorno sui colori e sul vociare del Jarro. "Però, è diverso, da Agnes Browne Ragazza: lì, c'erano scene tristi, raccontate... Continua a leggere...»

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Ho smesso di darmi i pizzicotti, pregando che si trattasse di un incubo, solo quando ho appreso la rassicurante notizia che l'ultima pubblicazione della Vargas targata Einaudi altro non è se non il terzo romanzo, in ordine cronologico, di un' autrice che, sino ad oggi, ci aveva abituato a ben di meglio. Fino a quel momento, però, avevo seriamente temuto che avessimo perso pure lei, come già era successo con la Cornwell e con altre scrittrici di successo, la cui vena letteraria è caduta sotto i colpi... Continua a leggere...»

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Un Uomo Solo è un libro triste. Triste come può esserlo un libro che parla di un lutto, di un vivere sempre più stanco e affaticato, di un bagaglio di esperienze di cui si avverte il peso, man mano che ci si accorge della loro vanità. Non si diventa più saggi, ma soltanto più stupidi, svela al suo giovane alunno il vecchio professore, icona di una solitudine che Isherwood decide di raccontare con il bisturi, anzichè con la penna: la incide, la spolpa, la scarnifica, con lo sguardo lucido ed implacabile... Continua a leggere...»

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Ok, faccio outing: fino a pochi giorni fa, non avevo mai letto niente di Ammanniti. Non che la cosa mi abbia lasciato indifferente, tutt'altro: fra i miei amici, non ce n'è uno che si perda l'ultima sua uscita, tutti trovano Io non ho paura un capolavoro assoluto, c'è pure il cultore che cita a memoria "ti prendo e ti porto via" , il tutto con grande disagio da parte mia, visto che vengo giocoforza tagliata fuori dai loro discorsi. Tuttavia, per quanto mi sia ripromessa, ad ogni giro in libreria,... Continua a leggere...»

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Scusate, posso chiedervi una cosa? Ma i vostri mariti/compagni/fidanzati/ sono tutti dei figaccioni mai visti, tutti dotati di mascella volitiva e di conto in banca stratosferico? E hanno tutti un tempismo spaventoso, per cui vi sorprendono ogni volta, ora con una frase romantica, ora con un gesto volitivo, più spesso con un fine settimana in un castello o su uno yacht lungo un km? Intendo dire, sono solo io quella che ha sposato uno normale, che è tutto fuorchè un Adone, che si fa un mazzo tanto... Continua a leggere...»

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" Poche storie, Ella e John hanno deciso: partiranno. Chi se ne frega dei divieti e delle ansie dei figli, al diavolo medici, paramedici, rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami, prescrizioni, precauzioni. Ella ha più problemi sanitari di un Paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme fanno "una persona intera". Di cose grandiose se ne possono fare anche all'ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba... Continua a leggere...»

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Non ti lascerò mai, Connie, e dovunque tu vai, donna, cammina piano, perchè porti con te il cuore di quest'uomo L'unica volta in cui sono stata in Irlanda ero intorno ai vent'anni: erano gli anni di Mrs. Tatcher, dell'edonismo reaganiano, degli scontri sociali, della deregulation, della crisi del comunismo e del trionfo del consumismo, di tutte le grandi trasformazioni che fecero di quell'epoca un'epoca ,ma di cui a me, allora, importava ben poco: a vent'anni, si sa, si ha lo sguardo nel futuro,... Continua a leggere...»

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Tre libri, stasera: e non perchè sia stata presa da una insana voglia di smaltire gli arretrati, quanto per il denominatore comune che li lega, pur nella loro diversità. Per puro caso, li ho letti quasi uno di seguito all'altro e il confronto è stato, gioco forza, inevitabile, segnando per giunta un confine ben marcato fra chi ha vinto la sfida, chi c'è riuscito a metà e chi, invece, è naufragato nella sua presunzione, in un folle volo verso uno dei cimenti più ardui per chi voglia scrivere un romanzo:... Continua a leggere...»

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